{"id":97020,"date":"2024-09-06T14:33:19","date_gmt":"2024-09-06T13:33:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leadershiplab.it\/?p=97020"},"modified":"2026-01-07T09:37:15","modified_gmt":"2026-01-07T09:37:15","slug":"soli-in-mezzo-ad-una-follia-di-persone-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/soli-in-mezzo-ad-una-follia-di-persone-sole\/","title":{"rendered":"\u201cSoli in mezzo ad una follia di persone sole\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"fl-af-processed\"><blockquote> <h4>&#8220;Io lo so che non sono solo anche quando sono solo\u201d.<\/h4> <\/blockquote> <p>Contrariamente a quanto afferma Jovanotti, capita spesso di sentirsi soli anche quando ci si trova in mezzo a tanta gente e questo ancor di pi\u00f9 quando si tratta della figura del <b>leader<\/b>, di un manager, un imprenditore o un gestore di risorse in senso pi\u00f9 ampio.<\/p> <p>Il comandante \u00e8 sempre l\u2019ultimo ad abbandonare la nave, quante volte abbiamo sentito questa frase.<\/p> <p><b>Ma siamo certi che sia proprio cos\u00ec o il costrutto legato alla solitudine nei numeri primi, condiziona ogni nostro ragionamento?<\/b><\/p> <p>La parola leadership \u00e8 la crasi delle parole capo (leader) e nave (ship), il che inevitabilmente ci riporta ancora alla metafora del comandante di una nave ed il relativo collegamento al mio libro \u201cUna nave chiamata azienda\u201d \u00e8 una paura casualit\u00e0&#8230;forse.<\/p> <p>C&#8217;\u00e8 <b>chi ritiene che la solitudine sia un prezzo da pagare<\/b> quando si ricoprono posizioni di potere, dove la responsabilit\u00e0 e la presa di decisioni sono all\u2019ordine del giorno.<\/p> <p>In un periodo in continuo mutamento,<b> il leader deve essere sempre pi\u00f9 un \u201cportatore sano\u201d di cambiamento, uno \u201cstrumento\u201d privilegiato per arricchire la vita delle persone<\/b>, ed \u00e8 questo il vero cambio di paradigma sul quale dovremmo concentrarci.<\/p> <p>La pandemia ha visto cambiare il panorama economico mondiale, in maniera repentina ed incontrollabile, a causa di una accelerazione tecnologica che senza il Covid-19 avrebbe impiegato tra i 7 e i 10 anni.<\/p> <p>Molti di noi hanno dovuto affrontare scelte e compromessi inaspettati. Il passaggio improvviso al lavoro da remoto, l\u2019interruzione dell\u2019assistenza ai bambini o la perdita del lavoro, ci hanno spinto a rivalutare le nostre scelte di vita, comprendere meglio le priorit\u00e0, i valori, arrivando a indurre nuove decisioni di carriera.<\/p> <p>Possiamo dire che niente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima, la \u201cnuova normalit\u00e0\u201d ha dato origine ad <b>un punto zero<\/b> dal quale ripartire <b>con regole nuove, dove la tecnologia riveste un ruolo di primo ordine<\/b>, nel bene e nel male.<\/p> <p>Mai come in questo momento storico, guardando all\u2019interno delle aziende italiane, possiamo notare gruppi di lavoratori eterogeni, oltre che dal punto di vista anagrafico, per quanto concerne valori, visioni, skill, modi differenti di affrontare la vita ed un differente approccio allo sviluppo tecnologico.<\/p> <p>Ben quattro generazioni a confronto: baby boomer, generazione X, generazione Y e generazione Z. <b>La permanenza dei lavoratori pi\u00f9 anziani e l\u2019allungamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile hanno portato a un forte gap generazionale sul lavoro.<\/b><\/p> <p>Divario tra generazioni che si traduce spesso in difficolt\u00e0 di collaborazione, scontri e pregiudizi: i senior accusano i giovani di non avere sufficiente esperienza e volont\u00e0, viceversa i giovani accusano i senior di essere troppo vecchi per conoscere le nuove tecnologie e i nuovi mercati.<\/p> <p>Parliamo di \u201cDigital Divide\u201d, ovvero<b> il divario di accesso alla tecnologia<\/b>, spesso non legato agli strumenti in s\u00e9, ma alla mancanza di competenze dove chi le possiede spesso non lavora, oppure in azienda riveste ruoli marginali o poco considerati e dall\u2019altra parte i senior che rifiutano l\u2019evoluzione, principalmente per paura di non essere all\u2019altezza.<\/p> <p>Quindi se da un lato \u00e8 presente soprattutto nelle nuove generazioni la <b>tecnofilia<\/b>, ovvero quell\u2019atteggiamento di chi nutre grande fiducia ed entusiasmo nella tecnologia con il rischio che possa trasformarsi in una dipendenza patologica, dall\u2019altro la tecnofobia \u00e8 la paura di utilizzare la tecnologia avanzata.<\/p> <p>Questa fobia \u00e8 molto comune in vari gradi, generalmente molto pi\u00f9 alta tra coloro che lavorano in un&#8217;organizzazione.<\/p> <p>L\u2019abuso della tecnologia e la \u201c<b>demenza digitale<\/b>\u201d con le sue patologie e le dipendenze ad essa collegate, stanno rallentando e modificando molte abilit\u00e0 cognitive delle persone.<\/p> <p>Siamo perennemente connessi, parte attiva di una \u201cfolla digitale\u201d, dove le varie notifiche, delle pagine social, delle e-mail, dei vari strumenti di marketing automatico, alimentano la dopamina, portandoci a trascorrere sempre pi\u00f9 tempo nelle varie piattaforme, sottraendolo di conseguenza alla nostra quotidianit\u00e0.<\/p> <p>Nonostante questo, spesso ci ritroviamo davanti ad un monitor scarichi e sempre pi\u00f9 stressati.<\/p> <p>Non a caso dal 2007 in Italia il \u201c<b>Tecnostress<\/b>\u201d \u00e8 riconosciuto come malattia professionale e rientra nell\u2019obbligo di valutazione dei rischi sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro ai sensi del TUSL d.lgs 81\/2008.<\/p> <p>In tutto questo l\u2019imprenditore non \u00e8 certo escluso, anzi <b>il tecnostress \u00e8 direttamente collegato alla dipendenza da lavoro, workaholis, tipica di chi sente il peso delle responsabilit\u00e0.<\/b><\/p> <p><b>L\u2019incapacit\u00e0 di staccare dal lavoro <\/b>(inability to switch off), si ricollega alla paura di perdere richieste ed opportunit\u00e0 lavorative.<\/p> <p>Per questo motivo si tende ad essere <b>perennemente reperibili<\/b> (always on) e <b>l\u2019ansia da disconnessione<\/b> ci porta a controllare compulsivamente i nostri dispositivi.<\/p> <p>Reperibilit\u00e0 costante, multitasking, richieste continue di attenzione a sempre maggiori flussi di informazioni che, se non si pone maggiore attenzione, condizionano il nostro stile di vita, generando un inevitabile conflitto famiglia-lavoro, a causa della sovrapposizione degli spazi personali e professionali, causati dalla reperibilit\u00e0 tecnologica.<\/p> <p><b>Viviamo in una immensa community dove il confine tra virtuale e reale rischia di farci sentire sempre pi\u00f9 soli in mezzo ad una folla di persone sole.<\/b><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Io lo so che non sono solo anche quando sono solo\u201d. 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