{"id":96616,"date":"2024-07-19T11:51:00","date_gmt":"2024-07-19T10:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leadershiplab.it\/?p=96616"},"modified":"2026-01-09T10:53:25","modified_gmt":"2026-01-09T10:53:25","slug":"la-leadership-dellimprenditore-inutile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/la-leadership-dellimprenditore-inutile\/","title":{"rendered":"La leadership dell\u2019imprenditore inutile"},"content":{"rendered":"<div class=\"fl-af-processed\"><h4><b>Il leader degli anni ottanta \u00e8 lo stesso di oggi?<\/b><\/h4> <h4><b>Oggi vogliamo pi\u00f9 obbedienza o pi\u00f9 autonomia e responsabilit\u00e0?<\/b><\/h4> <p>L&#8217;evoluzione della leadership \u00e8 una questione a me molto cara. Da imprenditore di seconda generazione ho vissuto, e spesso sofferto, il cambio generazionale avvenuto nella mia azienda con il mio ingresso.<\/p> <p>La sfida pi\u00f9 grande \u00e8 stata quella di ricoprire il <b>ruolo di leader<\/b>, sostituendo la vecchia gestione tendenzialmente da \u201ccapo padrone\u201d con una <b>nuova leadership, pi\u00f9 dinamica, moderna, basata su focus completamente diverso.<\/b> Modalit\u00e0 difficile alla comprensione dei collaboratori presenti da molto tempo, per certi aspetti addirittura scomoda e apparentemente controproducente.<\/p> <p>Il leader degli anni ottanta, lo conosciamo tutti, era caratterizzato da autorevolezza e autorit\u00e0, si auto affermava grazie ai risultati ottenuti e al susseguirsi di traguardi sempre pi\u00f9 ambiziosi.<\/p> <p>Pensava in grande e aveva un sogno ben preciso nella propria testa. Lavorava molto per un progetto che magistralmente vendeva al prossimo in cambio di fedeli seguaci.<\/p> <p>In quel periodo era relativamente semplice essere un leader, il fattore importante era voler essere leader e crederci fortemente. In un certo senso leader si nasceva.<\/p> <p>Si viveva in un<b> contesto particolarmente stabile<\/b> con una curva crescente di fatturati e utili grazie al raggiungimento continuo e costante di obiettivi anno dopo anno.<\/p> <p>La forte domanda del mercato cercava prodotti e servizi che provenissero da organizzazioni che fossero rappresentate da un grande leader, da un frontman che fortificasse il brand e il suo successo.<\/p> <p>Ma poi con la crisi americana del 2008, con la pandemia, la guerra alle porte, l&#8217;impennata dei prezzi e la scarsit\u00e0 dei materiali, la realt\u00e0 oggi \u00e8 totalmente diversa.<\/p> <p>Risulta facile comprendere che \u00e8 ben altra cosa essere leader oggi in una situazione dove la complessit\u00e0, la competitivit\u00e0 ed i continui imprevisti e cambiamenti possono destabilizzare qualsiasi progetto di business.<\/p> <p>I pi\u00f9 recenti leader si sono trovati spesso di fronte al concetto di sopravvivenza che, se riprendiamo la famosa piramide di Marlow, si lega direttamente ai <b>bisogni primari e ha portato a pensare e gestire gli eventi in maniera pi\u00f9 umana, pi\u00f9 personale.<\/b><\/p> <p>Sopravvivenza dell&#8217;azienda, dei collaboratori e del leader stesso. L\u2019elevato rischio di non garantire i bisogni primari innescano le nostre paure, ci porta a rimettere in gioco tutte quelle convinzioni che nel passato erano forti e che ora risultano inefficaci, deboli e che vanno a compromettere la fiducia in noi stessi e nei nostri collaboratori.<\/p> <h4><b>Se incolonniamo il prima e il dopo e lo ripuliamo da tutte le opportunit\u00e0 e difficolt\u00e0 del rispettivo periodo storico, cosa ci rimane?<\/b><\/h4> <p>L&#8217;unica cosa che accomuna le due colonne, i due periodi storici, sono semplicemente <b>le persone, il leader e i suoi collaboratori che costituiscono l\u2019anima aziendale.<\/b><\/p> <p>Qualsiasi sia il nostro progetto imprenditoriale proviamo ad investire del tempo e del denaro al fine che i nostri collaboratori apprezzino in primis se stessi, nel loro ruolo aziendale, contestualmente il lavoro e le idee degli altri appartenenti al team, e quindi l&#8217;azienda.<\/p> <p><b>Se vogliamo essere dei leader di nuova generazione dobbiamo concentrarci sulle persone e siamo obbligati a creare relazioni.<\/b><\/p> <p>Relazioni vere e concrete, di elevato contenuto empatico, che guardino al comune obiettivo aziendale, ma che allo stesso tempo possano essere pronte e stimolate ad oltrepassarlo e ad andare oltre in maniera quasi indipendente e automatica.<\/p> <p><b>Relazioni che diventino propositive, che leggano la realt\u00e0 e colgano le opportunit\u00e0 di sviluppo e crescita.<\/b><\/p> <p>Sappiamo benissimo che un nostro collaboratore non si \u00e8 scelto il suo team, ma ci \u00e8 capitato dentro, quindi tendenzialmente per mera competitivit\u00e0 rischia di vedere negli altri solo i difetti, i punti deboli per poter primeggiare.<\/p> <p>\u00c8 compito pertanto del leader fare in modo che l&#8217;attenzione sia rivolta il pi\u00f9 possibile alle <b>qualit\u00e0 di ogni elemento, alle loro specifiche competenze, alla loro velocit\u00e0 evolutiva, all&#8217;entusiasmo che ogni persona mette nel progetto aziendale.<\/b><\/p> <h4><b>Siamo ancora convinti che la figura dittatoriale dove uno comanda e tutti eseguono funzioni?<\/b><\/h4> <p>Se vogliamo fare una fatica esagerata, non avere il tempo per monitorare i risultati, se vogliamo essere pi\u00f9 stressati, vivere alla giornata, gestire i problemi e gli imprevisti con arrabbiature continue, allora possiamo prendere il ruolo di unico leader e \u201ccapo padrone\u201d, che sa fare tutto e meglio di chiunque altro.<\/p> <h4><b>Ma allora, in una organizzazione, di quanti leader abbiamo bisogno?<\/b><\/h4> <h4><b>Come cambierebbe il nostro lavoro, la gestione del nostro tempo se avessimo una serie di micro leader settoriali in azienda?<\/b><\/h4> <p><b>Un magazziniere, leader nel suo magazzino<\/b>, che sappia gestire autonomamente le problematiche, gli imprevisti, che proponga modalit\u00e0 nuove di gestione per velocizzare flussi aziendali e ridurre i rischi, che per queste capacit\u00e0 ottenga rispetto e autorevolezza agli occhi dei suoi collaboratori, <b>potrebbe funzionare?<\/b><\/p> <p>Se a questo magazziniere abbinassimo una centralinista leader, che sa gestire meglio di chiunque altro in azienda lo smistamento e la gestione delle comunicazioni entranti e uscenti dall&#8217;azienda; un commerciale leader, preparato e attento a condividere i cambiamenti riscontrati nel mercato e ancora, e aggiungessimo un tecnico leader e poi un contabile leader&#8230;<\/p> <h4><b>Quale compito rimarrebbe al &#8220;vecchio&#8221; capo?<\/b><\/h4> <p><b>Per assurdo, il vero imprenditore ad oggi deve essere \u201cinutile\u201d per il 90% dei flussi e processi aziendali. L\u2019utilit\u00e0 deve essere rivolta principalmente al team.<\/b><\/p> <p>Deve concentrarsi su quel 10% che riguarda la scelta, il coinvolgimento e lo stimolo continuo dei collaboratori.<\/p> <p>Non dobbiamo essere egoisti e <b>dobbiamo frammentare la nostra vecchia autorevolezza e distribuirla a tutti i collaboratori in modo che loro stessi diventino autorevoli nel proprio ambito.<\/b><\/p> <p>Questo comporta una <b>scelta e una cura dei collaboratori completamente diversa rispetto al passato.<\/b> Il fattore attitudinale e motivazionale diventa importante tanto quanto le competenze.<\/p> <p><b>Spostare il focus pi\u00f9 sugli altri piuttosto che su s\u00e9 stessi.<\/b><\/p> <p>Continuiamo ad essere di buon esempio per la squadra, <b>ma allontaniamoci dal concetto di essere indispensabili, condividiamo apertamente progetti ed obiettivi.<\/b><\/p> <p><b>L\u2019inutilit\u00e0 pu\u00f2 rendere comunque se combinata all\u2019efficienza di molti.<\/b><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il leader degli anni ottanta \u00e8 lo stesso di oggi? Oggi vogliamo pi\u00f9 obbedienza o pi\u00f9 autonomia e responsabilit\u00e0? L&#8217;evoluzione della leadership \u00e8 una questione a me molto cara. Da imprenditore di seconda generazione ho vissuto, e spesso sofferto, il cambio generazionale avvenuto nella mia azienda con il mio ingresso. La sfida pi\u00f9 grande \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":46,"featured_media":105347,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_angie_page":false,"ai_generated_summary":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"page_builder":"","footnotes":""},"categories":[489,428,490],"tags":[],"magazine_rubrica":[],"class_list":["post-96616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-allenare-la-leadership","category-gestisci","category-leadership-professionale-allenare-la-leadership"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/46"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96616"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96616\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105347"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96616"},{"taxonomy":"magazine_rubrica","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.businessclubitalia.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/magazine_rubrica?post=96616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}